Fabio Cantaro

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Eric Clapton PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Cantaro, WebMaster   
Sabato 06 Dicembre 2008 13:40

Soprannominato Slowhand (Mano lenta) e God (Dio), Eric Clapton è probabilmente uno dei più famosi e influenti chitarristi blues. Plurivincitore di Grammy Award, vanta inoltre 3 inserimenti nella Rock and Roll Hall of Fame (The Yardbirds, Cream, solista). La rivista Rolling Stone lo ha inserito al numero 4 nella lista Rolling Stone's 100 Greatest Guitarists of All Time, che annovera i migliori chitarristi di tutti i tempi.

Eric Clapton nacque a Ripley, città inglese del Surrey. Eric fu allevato dalla nonna, Rose, e dal suo secondo marito Jack, credendo che quelli fossero i suoi genitori e che sua madre fosse la sua sorella maggiore. Il loro cognome era Clapp, il che ha diffuso l'erroneo convincimento che il vero cognome di Clapton fosse Clapp, mentre in realtà Clapton è il cognome del primo marito di Rose, nonno paterno di Eric.

Per il suo tredicesimo compleanno ricevette in regalo una chitarra spagnola Hoya. Imparare la chitarra si rivelò per Eric tanto difficile che fu sul punto di abbandonarla. Sin da ragazzino fu influenzato dal blues e si allenava per molte ore per imparare gli accordi e riprodurre la musica di artisti blues che ascoltava con il suo registratore Grundig.

Nel 1961 lasciò la scuola e si iscrisse al Kingston College of Art. Vi rimase un anno prima di essere mandato via a causa del suo interesse prevalente per la musica. In questo periodo Eric Clapton iniziò a suonare per strada a Kingston, Richmond e West End of London. All'età di 17 anni formò la sua prima band, i Roosters, una delle prime band rhythm and blues britanniche, con cui suonò dal gennaio all'agosto 1963. Dopo una brevissima parentesi con Casey Jones & The Engineers, si aggregò agli Yardbirds e con loro rimase fino al 1965. Presto il suo stile, una sintesi di influenze del blues di Chicago e di chitarristi come Buddy Guy, Freddie King, B.B. King e Muddy Waters, ne fece uno dei personaggi più interessanti della scena inglese.

Appena ventenne approdò quindi nella band di John Mayall, vera fucina di talenti blues (tra cui Peter Green e Mick Taylor). Dopo meno di un anno dall'esordio nei Bluesbreakers con l'omonimo disco, Eric si associò al bassista Jack Bruce e al batterista Ginger Baker. Nacquero così nel 1966 i Cream, con cui Clapton visse la sua prima vera affermazione mondiale, che non sarebbe stata oscurata nemmeno dall'arrivo a Londra di Jimi Hendrix, leggenda della musica rock, del quale Clapton divenne amico.

Il soprannome "Slowhand" (Mano lenta), alcuni fan sostengono che questo appellativo derivi dal fatto che, durante i primi concerti con gli Yarbirds, Clapton rompesse frequentemente il mi cantino (la corda più sottile della chitarra) durante gli assoli, e che ci mettesse così tanto a sostituirlo da venire soprannominato così dai suoi amici. Un'altra leggenda vuole che il soprannome sia nato durante un concerto in cui si esibiva insieme a Carlos Santana. Il confronto tra i due diversi stili nel suonare la chitarra, facevano apparire Clapton "lento" rispetto alla rapidità di Carlos.

L'assetto dei Cream, un supergruppo di virtuosi, consente a ciascuno dei componenti di liberare le proprie capacità senza essere costretto nei limiti delle canzonette pop. Sunshine of your love, White room e Badge (scritta con l'amico George Harrison) sono le gemme più luminose della prima parte della carriera di Clapton. All'apice del successo, alla fine dei '60, i Cream si sciolgono.

Per gli anni immediatamente successivi la carriera di Clapton assume un carattere un po' nomade e irregolare. Insieme a Ginger Baker e all'amico Steve Winwood, Eric fonda i Blind Faith. Presence of the Lord è un classico che ancora oggi Eric suona a volte in concerto.

Nel 1970 Eric forma i Derek & The Dominos, di cui fece parte un altro genio della chitarra elettrica, Duane Allman, con cui pubblicò il disco "Layla and other assorted love songs". Layla, con il micidiale riff di apertura, sbanca il mercato e resta ancor oggi una delle canzoni più celebri di Clapton insieme alla successiva Cocaine (1977) scritta da J.J. Cale. Sebbene il disco contenga anche altre gemme (Bell Bottom Blues, I Am Yours, Key to the Highway), è in generale il dialogo tra la chitarra di Clapton e quella di Duane a dominare in lungo e in largo il disco.

Successivamente Duane muore in un incidente stradale e per Clapton si aprono definitivamente le porte dell'inferno della droga pesante. Ci vorranno mesi e mesi e l'aiuto di amici come Pete Townshend e Jimmy Page a risollevarlo dall'abisso, almeno parzialmente.

"461 Ocean Boulevard" (1974) segna l'avvio effettivo della carriera solista di Clapton divenendo inoltre l'archetipo di quasi tutti i suoi album: tanti altri ne seguiranno nei trent'anni successivi ma ricalcheranno tutti, con maggiore o minore successo, la formula vincente di questo.

Gli anni Ottanta vedono un Clapton modaiolo e alle prese più con il gossip ed il jet set che non con il blues. Nel 1988 partecipa con i Dire Straits ad un concerto in onore di Nelson Mandela.

Ma la vita chiede a Clapton il più alto prezzo che un padre possa mai pagare: il 20 marzo 1991, a causa di una finestra lasciata aperta da una domestica, il figlioletto Conor, nato il 21 agosto 1986 dalla relazione con l'attrice italiana Lory Del Santo, a soli 4 anni muore cadendo dal 53° piano di un grattacielo a New York, dove si trovava con la madre. Clapton è spezzato dalla tragedia, ma il dolore gli dà una scossa totale. Al di là della canzone dedicata al figlioletto morto (Tears in Heaven), dal lutto sofferto Clapton riapre le finestre della sua musica al blues. La prima pubblicazione di "Tears in Heaven" avviene in occasione della realizzazione della colonna sonora del film "Rush" (1992).

L'occasione per aprire il suo cuore al pubblico e mostrare insieme le sue ferite, la sua forza ed il suo amore per il blues viene nel 1992 in occasione della registrazione del MTV Unplugged. Come richiesto dalla trasmissione televisiva, nessuno strumento elettrico è consentito, solo chitarra acustica. Ne esce un recital maestoso, dove anche numeri a prima vista improponibili in versioni acustiche, escono rivitalizzati e vestiti a nuovo, uno per tutti Layla: famosissima per molti anni nella sua prima versione, Layla diventa altrettanto famosa nella versione acustica, uno swing dolente e felpato per nulla simile alla frustata rock dal finale struggente e malinconico di trent'anni prima.

Gli ultimi anni di Clapton lo hanno visto altalenare tra produzioni mainstream e dischi dichiaratamente blues (gli ultimi in questa serie sono il meraviglioso Me & Mr. Johnson e Session for Robert J., tributi a Robert Johnson).

Nel frattempo, Clapton ha avuto anche modo di creare una fondazione per la cura e la riabilitazione degli alcolisti.
Nel 2006 esce The Road to Escondido, album in cui finalmente realizza la collaborazione tanto desiderata con J. J. Cale, l'autore di Cocaine. Nella band è presente anche Billy Preston nella sua ultima session in studio, pochi mesi prima della sua scomparsa.

 

Cocaine

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Ultimo aggiornamento Martedì 03 Febbraio 2009 13:48
 

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