Fabio Cantaro

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Scritto da Fabio Cantaro, WebMaster   
Martedì 16 Dicembre 2008 19:44

La Musica nel Medioevo

E' da tempo che mi suona nella mente la sigla dell' "Almanacco del giorno dopo" , una rubrica di Rai1 degli anni '70. In particolare me la immaginavo in versione rock. Ho deciso quindi di iniziare a studiare ed approfondire questo versante musicale. Il seguente articolo è tratto dal sito "http://www.bcsnet.it/ppages/fondacci"

Il medioevo è un'epoca che copre quasi 1000 anni di storia: va infatti all'incirca dalla fine del V secolo a.d. fino al xv secolo. Questo lungo periodo storico è ricchissimo di musica. Tuttavia nella maggior parte dei casi questa musica non aveva la funzione che noi moderni le attribuiamo. Anche la musica medievale come quella antica, è ancora buona parte musica di "vita", da suonare per accompagnare un lavoro, una battaglia, un banchetto, una festa o una celebrazione. Musica insomma che aveva una funzione pratica più esterna. Questa musica veniva spesso improvvisata o composta per delle occasioni particolari. Non aveva quindi bisogna di essere scritta e tramandata ai posteri, essendo destinata a essere eseguita una sola volta. Per questo della musica medievale si hanno pochi documenti. Così non era per la musica sacra che doveva resistere a lungo nel tempo, poiché le varie cerimonie religiose dovevano resistere a lungo perché erano ripetute nel tempo. Anche la musica sacra aveva uno scopo: quella di arricchire la preghiera e dargli più importanza. I primi canti religiosi erano quasi parlati e si ispiravano ai testi biblici. In seguito al IV secolo si diffusero altri tipi di musica religiosa tra i quali "l'inno" che data la sua facilita melodica si diffusero facilmente. Intanto in occidente si erano sviluppate tradizioni liturgiche locali, e anche il canto religioso si era sviluppato, ma con diverse caratteristiche in base alla regione. Per esempio a Roma il canto religioso si ispirava alla musica ebraica e e greca. Qui alcuni pontefici tra cui papa Gregorio Magno (590-604) fecero una revisione dei canti liturgici. Dall'evoluzione del canto religioso romano nacque il canto gregoriano che prese il nome proprio da Gregorio Magno. In questo periodo nacque la notazione neumatica che permise di ricordare con più precisione le melodie. Il canto gregoriano era basato su un testo latino ( lingua ufficiale della chiesa) ed era monodico ( cioè tutti i cantori cantavano la stessa melodia). A volte la melodia era semplice e il canto poteva sembrare una recitazione intonata, a volte poteva essere ricco di fioriture e note. Il canto gregoriano era usato per le cerimonie religiose. C'erano i canti d'ufficio, che venivano recitati dai religiosi in vari momenti della giornata, e i canti usati per le messe.

Dal tronco del gregoriano col tempo nacquero delle derivazioni: la polifonia. Si ha la polifonia quando due o più persone cantano o suonano insieme una diversa melodia. Il gregoriano era monodico anche se i cantori che cantavano erano molti. Alla metà del XII secolo presso la cattedrale di Notre-Dame nasce una importante scuola polifonica grazie a due grandi musicisti che ci lavoravano: Leonino e Perotino. Essi scrivevano musiche a due o più voci che venivano chiamate oragna. Parigi assunse molta importanza in questa fase della storia della musica, perché era uno dei centri universitari d'Europa. La polifonia sottintendeva proprio una concezione della musica meno ideale, meno spirituale, più matematica, infatti comporre a 2 voci richiedeva di calcolare la durata dei suoni con la massima precisione. Proprio per questo nacque la cosiddetta notazione mensurale.

Poco dopo il 1000 la musica profana cominciò ad arricchirsi soprattutto in Francia con dei poeti-musicisti che scrivevano poesie che in seguito cantavano con delle melodie fatte da loro. Questi musicisti erano nobili, feudatari, cavalieri e dame che non facevano il musicista di mestiere ma si dilettavano a comporre raffinate musiche da cantare ad esempio ad una festa. A seconda della zona in cui vivevano essi erano chiamati trovatori o trovieri. Gli argomenti trattati dai trovatori e dai trovieri erano vari ma soprattutto parlavano d'amore. Le canzoni dei trovatori e dei trovieri erano molto diverse dal canto gregoriano.

Nel 300 si sviluppo un'arte nuova che prese il suo nome da un trattato di un'insegnante francese Con l'espressione "arte nuova" Vitry voleva intendere le progressioni fatte nella scrittura della musica. La caratteristica dell'Ars Nova fu quella di attribuire la polifonia a la musica profana. L'Ars Nova si sviluppò soprattutto in Italia e in Francia. Il massimo esponente di questa nuova corrente musicale fu Guillame de Machault, che lascio numerose composizioni sia sacre che profane particolarmente raffinate e complesse. In Italia il culmine dell'Ars Nova fu Francesco Landino a Firenze. Questo musicista, cieco dalla nascita fu autore di moltissima musica da organo. Poiché Landino improvvisava la sua musica non ci è pervenuta. Invece conosciamo le sue composizioni vocali che stranamente erano profane.

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Ultimo aggiornamento Martedì 16 Dicembre 2008 19:51
 

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