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Ivan Graziani PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Cantaro, WebMaster   
Sabato 31 Gennaio 2009 21:39

01Oggi vi parlo di un cantautore che normalmente non rientra tra "i grandi" del panorama musicale Italiano. Ciononostante io lo considero un grande uomo oltre che il creatore di alcuni brani meravigliosi che rimarranno per sempre nella nostra memoria.

Ho conosciuto Ivan Graziani all'età di 11 anni quando, in vacanza in un campeggio di Letojanni (Me), il juke box suonava ripetutamente quel tormentone che mi è entrato nel cuore e che reputo una delle più belle canzoni italiane di sempre. La canzone è "Firenze (canzone triste)", il brano probabilmente più famoso di Ivan.
Spesso ritenuto un trascinatore carismatico, amava esibirsi soprattutto sul palco. Ci teneva molto a esibirsi dal vivo e ha continuato a tenere concerti, anche se stanco e malato, fino a poche settimane prima di morire.

Le sue canzoni sono caratterizzate da un intenso uso della melodia e da un timbro di voce atipico, spesso in falsetto. Uno dei temi preferiti di Ivan Graziani era la descrizione delle donne che aveva incontrato (o sognato) nella sua vita.

Nel 1976 incide "Ballata per quattro stagioni" contraddistinto da ottimi testi e molto apprezzato dalla critica ma non riceve, però, il successo di pubblico che meriterebbe.

Segue nel 1977 il graffiante album intitolato "I Lupi" che contiene il singolo "Lugano addio" con cui finalmente si fa conoscere al grande pubblico.

Nel 1978 esce "Pigro" ottimo album, musicalmente più maturo, che contiene delle simpatiche e graffianti ballate come Pigro, Monna Lisa, Paolina, Gabriele D'Annunzio.

Nel 1979 è la volta di "Agnese dolce Agnese" contenente il brano Agnese, che riprende il tema del Rondò dalla Sonatina in Sol maggiore op. 36 n. 5 di Muzio Clementi e ottiene un grande successo insieme a Taglia la testa al gallo, Fuoco sulla collina , Dr.Jekyll & Mr. Hyde e Canzone per Susy.

Nel 1980 un altro grande successo con l'album "Viaggi e intemperie" in cui è presente "Firenze (canzone triste)". Spiccano anche Isabella sul treno, Dada, Radio Londra, Angelina e Tutto questo cosa c'entra con il Rock & Roll.

ivangrazianiNel 1981 esce un altro ottimo lavoro Seni e Coseni, album che contrappone bene le due personalità del cantautore abruzzese; canzoni delicate come Signorina, Cleo, Pasqua, lasciano il posto sulla seconda facciata del disco a canzoni rock taglienti come Tigre, Digos Boogie, Oh mamma mia.

Nel 1983 viene pubblicato l'album "Ivan Graziani" che contiene la canzone "Il chitarrista" la quale scala le classifiche di vendita, ma anche brani come Signora bionda dei ciliegi e Navi ottengono grandi ascolti in radio.

Nel 1984 esce l'album Nove che, malgrado i buoni arrangiamenti, manca di personalità e non sarà molto apprezzato dal pubblico. I due brani che si evidenziano di più sono Limiti (Affari d'amore) e Minù Minù

Nel 1985 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con il brano Franca ti amo che non ha successo. Nel 1986 Graziani abbandona la Numero Uno subito dopo la pubblicazione di Piknic album anonimo e poco considerato.

Incide altri album non di successo e torna a Sanremo nel 1994 con la canzone Maledette malelingue che riscuote un buon successo. L'album Malelingue è nuovamente un album di ottimo livello in cui l'artista sembra aver ritrovato la grinta e la creatività perdute.

Il 1º gennaio del 1997, all'età di 51 anni, Ivan Graziani muore nella sua casa di Novafeltria, dove aveva chiesto di tornare dall'ospedale per le festività natalizie, per un tumore all'addome di cui soffriva fin dal marzo del 1995.

Di Ivan Graziani, oltre a centinaia di canzoni e disegni, è rimasto anche il libro Arcipelago Chieti, scritto dall'artista in ricordo dell'assurdo anno passato a svolgere il servizio militare nel 1971, in una caserma e nell'ospedale militare di Chieti.

Curiosità
Quando nel 1988 Phil Collins portò al successo A groovy kind of love, Agnese fu ritenuta una cover del brano britannico e ne derivò una diatriba con accuse di plagio a Graziani nei confronti del gruppo britannico ed a Collins nei confronti di Graziani. In realtà sia A groovy kind of love che Agnese prendevano spunto dalla Sonatina per pianoforte in sol maggiore op. 36 n. 5 di Muzio Clementi, il cui tema del Rondò finale era stato a sua volta dichiaratamente tratto da una melodia popolare svizzera.

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Ultimo aggiornamento Sabato 31 Gennaio 2009 22:46
 

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